Il cinema racconta il cambiamento del Paese dalla guerra civile al Boom


Il ventennio 1943-1963 segna per l’Italia una svolta cruciale, dai traumi dell’occupazione nazista cui si contrappone la Resistenza alla crescita tumultuosa del miracolo economico. Il cinema ha saputo raccontare speranze, contraddizioni e conflitti di una società in trasformazione. La conferenza propone un itinerario che parte da Ossessione (1943) di Luchino Visconti e giunge ai grandi film della stagione neorealista che testimoniarono le condizioni di vita di un Paese ferito, ma desideroso di riscatto. Le opere di Rossellini, De Sica e Zavattini, tra altri, offrono un’immagine potente quanto sorprendente della società italiana appena liberatasi dalla dittatura fascista. Il percorso si chiude con la messinscena sul grande schermo del Boom, tra lo sguardo fantastico e asciutto di Fellini, i film di satira in vena di moraleggiare e lo scandaglio del suo lato
oscuro interpretato da Pasolini. Il cinema si dimostra capace di rappresentare, trasfigurare, dileggiare e denunciare il prezzo sociale e culturale dell’irreversibile processo di modernizzazione in atto.


Relatore Denis Lotti, Università di Verona, Accademico olimpico
La durata dell’incontro è di 1ora e mezzo/2 ore
Destinatari studenti medi superiori, docenti
Periodo indicativo gennaio-maggio 2027