Berenice
Vendicativa
Dramma in musica di Domenico Freschi
aprile 2026
Biglietti disponibili da mercoledì 1 aprile— Interi 30 € · Ridotti 20 € · Under 25 a 10 €
Una perla del Barocco veneto
torna a splendere
Prima assoluta in tempi moderni al Teatro Olimpico di Vicenza — il più antico teatro coperto giunto fino a noi — per Berenice vendicativa, dramma in musica di Domenico Freschi su libretto di Francesco Maria Piccioli e Giorgio Maria Rapparini. L'opera debuttò l'8 novembre 1680 al Teatro Grande di Villa Contarini a Piazzola sul Brenta: un teatro dalla forma «telescopica», lungo più di novanta metri, dotato di una rampa da cui gli spettatori vedevano arrivare cortei di comparse, animali esotici e carrozze.
Il progetto crea un dialogo attraverso i secoli fra due teatri unici al mondo: il Teatro Contarini che ne vide il debutto nel 1680 e il Teatro Olimpico che oggi, a quasi 350 anni di distanza, ne vede la rinascita.
Con quest'opera si inaugura il progetto triennale L'Effimero e il Perenne, che l'Accademia Olimpica dedicherà tra il 2026 e il 2028 al Teatro Olimpico, a Domenico Freschi e alla grande cultura vicentina e veneta del Seicento.
La storia
Berenice, regina di Trebisonda, torna dalla guerra col capo mozzato di Ceneo, uccisore di suo figlio. Tutti la vogliono impalmare: Osmano e Alceste, suoi generali, e Nicomede, re di Bitinia. Berenice si invaghisce però del prigioniero Farnace, senza sapere che è figlio di Ceneo, né che la sua fidanzata Celinda, figlia del consigliere Creonte, si aggira travestita da guerriero per liberarlo.
Creonte presenta Farnace alla regina come Nicomede; così durante una caccia Berenice affida il suo sentimento a un messaggio inciso su un tronco: «La regal Berenice sol Nicomede adora».
Quando Berenice reca in sacrificio la testa di Ceneo al Tempio della Vendetta, Farnace riconosce il padre, si svela con sdegno, come fa anche Celinda: entrambi vengono condannati a morte. Osmano e Alceste attentano alla vita della regina, che viene però salvata da Nicomede e da Celinda, nel frattempo evasa. Berenice rinsavisce e consente le giuste nozze tra Farnace e Celinda, e le proprie con Nicomede.
Il Cast
| Ruolo | 17 aprile | 18 aprile |
|---|---|---|
| Berenice | Emma Alessi Innocenti (mezzosoprano) | Jimin Oh (soprano) |
| Farnace | Maria Giuditta Guglielmi (mezzosoprano) | Nina Cuk (mezzosoprano) |
| Celinda | Minyoung Park (soprano) | Alice Fraccari (soprano) |
| Osmano | Iryna Shteiner (mezzosoprano) | Chiara Ceccarelli (mezzosoprano) |
| Alceste | Claudia Floris (soprano) | Aoki Honoka (soprano) |
| Nicomede | Gloria Ferro (soprano) | Anna Rigotti (soprano) |
| Creonte | Luisa Torresan (mezzosoprano) | Bohdana Pechenevska (mezzosoprano) |
| Danza | Roberta Piazza | |
L'Arte dell'Arco
- Federico Guglielmo — I violino
- Alessia Pazzaglia — II violino
- Matteo Rozzi — viola
- Caterina Colelli — violoncello
- Michele Gallo — violone
- Gregorio Carraro — oboe e flauti
- Arrigo Pietrobon — oboe, bombarda e flauti
- Michele Santi — tromba
- Gianluca Geremia — liuti
- Lorenzo Feder — clavicembalo
- Mauro Zocchetta — collaborazione alla regia e scenografia
- Carlo Presotto — videoproiezioni
- Luciano Padovani — consulenza alle coreografie
- Davide Gagliani — light designer
- Antonia Munaretti — costumi e attrezzeria
- Sebastiano Franz — revisione musicologica
- Stefano Perocco di Meduna — mascheraro (testa di Ceneo)
Voci dagli artisti
«Berenice Vendicativa è una perla riscoperta della grande musica veneta. Composta dal vicentino Giovanni Domenico Freschi, essa rappresenta uno dei casi più celebrati della storiografia, perché pensata per la villa delle meraviglie di Marco Contarini a Piazzola. Il manoscritto conservato alla Biblioteca Nazionale Marciana rappresentava una piccola impresa musicologica, perché alcune volte non riporta se non l'inizio delle parti di violino. Ma ciò che più conta è che il manoscritto racchiude musiche di freschezza e bellezza straordinarie, che sono certo sorprenderanno il pubblico e la critica.»
«Ci chiediamo cosa possa rendere attraente, per un non intenditore, un'opera barocca scritta tre secoli e mezzo fa. Scopriamo che essa è stata realizzata da una comunità un po' misteriosa: un Loco delle Vergini di putte musiciste e merlettaie che hanno allestito e suonato, forse anche cantato, storie di amazzoni autodeterminate, crudeli eppur sempre desiderose d'amore.
Immaginiamo allora che, per una fantastica nemesi storica, quel gruppo di "vergini" coatte si riappropri di quell'allestimento, lo rappresenti con mezzi di fortuna, si scambi i posticci del maschile, barbe, baffi e supponenza, in un gioco di rivalsa inesprimibile allora, ma oggi sì. E lo dedichiamo a tutte le "vergini", per forza o per finta.»
Il libretto originale
Il testo è trascritto dall'unica edizione esistente stampata da Pietro Maria Frambotto in Padova nel 1680, dalla copia conservata alla Biblioteca Braidense di Milano. La pubblicazione comprende 76 pagine in 12° (14 cm), con un'antiporta e 14 xilografie ripiegate disegnate da Domenico Rossetti e incise da Giacomo Rufano.
Nella trascrizione il testo è portato alla moderna: si corregge o integra la punteggiatura, le maiuscole, gli accenti e gli apostrofi, mantenendo le oscillazioni grafiche ritenute licenze poetiche. Il testo del libretto non corrisponde integralmente allo spartito marciano, che probabilmente risente delle modifiche apportate per la replica dell'anno successivo, poi sospesa.
Biglietti e prenotazioni
Prevendite disponibili da mercoledì 1 aprile presso:
Ufficio Teatro Astra — contrà Barche 55, Vicenza
Mercoledì–venerdì, 10:00–13:00 e 15:00–17:45
Tel. 0444 323725 · info@teatroastra.it
On line su vivaticket.it e teatroastra.it
Per informazioni generali: segreteria@accademiaolimpica.it